martedì 6 gennaio 2009

OSTEOCONDRITE DISSECANTE della spalla

Si tratta di una malattia ortopedica dello sviluppo di origine osteocondrosica, caratterizzata da un’alterazione dell’osteogenesi encondrale della cartilagine in fase di crescita che ritarda la sua trasformazione in osso maturo rimanendo ispessita ed i ndebolita. Queste aree sono particolarmente sensibili ai traumi e, soprattutto, in cani agitati ed in soprappeso possono esitare in distacchi di lembi cartilaginei e conseguente esposizione dell’osso sub condrale. L’eziologia non è del tutto chiara, sicuramente di origine multifattoriale: iperalimentazione, iperintegrazione di calcio, fattori ormonali e genetici, traumatici, animali a rapida crescita ed il sesso (soprattutto i maschi) sono le cause più accreditate. Le lesioni interessano la cartilagine con tagli a tutto spessore che mettono a nudo il tessuto osseo sottostante con innalzamento ed eventuale distacco di un flap cartilagineo. Sono descritte anche piccole lesioni osteocondrotiche, generalmente asintomatiche, che non determinano danni a tutto spessore che possono anche regredire (definite OC). A livello del tessuto sottostante si assiste ad una forte reazione con formazione di abbondante tessuto di granulazione che porterà alla formazione di tessuto fibroso. Questo associato ai continui traumatismi possono portare al distacco del flap fibrocartilagineo in articolazione. La presenza di corpi liberi articolari può condurre a diverse situazioni, se piccolo e cade nel fondo cieco caudale può venire riassorbito in tutti gli altri casi provoca grave infiammazione sinoviale, e se aderisce alla sinovia può andare incontro a ossificazione encondrale. Questi tofi articolari si possono dislocare a livello della doccia bicipitale e causare irritazione del tendine. I primi sintomi clinici si hanno ra i 4 e i 10 mesi, e alla visita clinica si manifestano con una zoppia di 1° - 3° grado ad insorgenza improvvisa che tende a peggiorare con l’esercizio fisico e a migliorare con il riposo. La lesione molte volte è bilaterale e la zoppia si manifesta con un’andatura a piccoli passi.La sintomatologia generalmente è proporzionale alla grandezza della lesione, e se la zoppia persiste da diverso tempo si rileva atrofia muscolare. Alla manipolazione della spalla è sempre presente dolore che si evoca facilmente con l’iperestensione, il ROM generalmente non è alterato.
La conferma diagnostica si ha con l’esame radiografico: in proiezione latero-laterale si rileva un’alterazione del profilo della testa omerale nel suo terzo caudale visibile come un appiattimento o una zona radiotrasparente di dimensioni variabili. Nelle forme avanzate si osserva un’osteosclerosi circostante. Per aumentare il dettaglio radiografico si può effettuare una radiografia con mezzo di contrasto sia negativo (aria o CO2) che positivo (mezzo iodato a 0,4 ml/kg). Dal pdv radiologico le lesioni vengono divise in 6 gradi:
Grado 1: solamente lieve appiattimento della testa omerale ed assenza di sintomi. Quadro compatibile con OC e possibile guarigione.
Grado 2: aumento della dimensioni del difetto con lieve osteosclerosi, OCD precoce.
Grado 3: ampio difetto osseo associato ad evidente osteosclerosi dell’osso subcondrale.
Grado 4: presenza di flap in situ.
Grado 5: flap libero, eventualmente visibile , presenza di DJD.
Grado 6: gravi segni di malattia articolare con formazione di osteofiti.
Razze più colpite: setter inglese, border collie, boxer, bracco tedesco, alano, bernese, cane corso, dalmata, sia Labrador che golden retriever, mastino, pastore tedesco, pastore belga, rottweiler, schnauzer, terranova, terrier nero russo.
Terapia: le terapie di tipo medici e conservativo basate su una corretta alimentazione, utilizzo di condroprotettori e limitazione di peso ed esercizio fisico vanno riservate esclusivamente ai casi di OC e devono essere frequentemente monitorate radiograficamente. La terapia di elezione è quella della rimozione chirurgica del frammento dall’articolazione e l’eventuale curetage della lesione sulla testa del femore. L’ intervento può essere effettuato sia con la chirurgia tradizione che in artroscopia. La prognosi risulta buona per le lesioni trattate precocemente ma fattori prognostici negativi risultano essere il peso del cane e l’estensione della lesione.



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